
Palazzo Bertini
Il signore, il ricco e il povero. Tre mascheroni che ammiccano, ti stuzzicano, si fanno beffa di te! Rappresentano il potere del ceto sociale, quello del denaro il secondo e infine il potere dell’autoironia e sono il tratto più caratteristico di Palazzo Bertini, situato in fondo al corso Italia. Uno dei diciotto monumenti Unesco di Ragusa, è tra i palazzi più storici della città. Fu costruito alla fine del ‘700 da don Floridia, mezzo secolo dopo fu poi comprato dalla famiglia Bertini di cui conserva il nome.
Nel tempo è stato soggetto a diverse ristrutturazioni soprattutto a causa degli abbassamenti della strada che hanno modificato la facciata ma i suoi mascheroni sono sempre lì a giocare con chi li osserva.
L’allegoria barocca vuole che rappresentino il mendicante (il povero), il nobile (il signore) e l’uomo dell’oriente (il ricco). Li si riconosce dalle sembianze: dal viso deforme con un grosso naso e la bocca sdentata il primo, più elegante e col cappello piumato in testa il secondo, mentre il terzo, l’orientale, ha un turbante sul capo e un orecchino con una grande perla. Anche la loro collocazione non è casuale. Posti sopra i tre portoni d’ingresso di un tempo, guardano chiunque passi da lì: il signore è al centro, alla sua sinistra il ricco che con sguardo provocatorio scruta chi sopraggiunge da Ragusa Ibla, a destra invece il povero che accompagna il passante verso la città.
